Una wallbox si compra in fretta – e quasi altrettanto in fretta si installa male. Tre errori ricorrono di continuo, e tutti e tre diventano costosi. La buona notizia: tutti e tre sono completamente evitabili con un po' di pianificazione.
Errore 1: non comunicata o non autorizzata
Secondo il § 19 NAV tedesco: i dispositivi di ricarica fino a 12 kVA vanno comunicati al gestore di rete; oltre – praticamente ogni box da 22 kW – serve la sua autorizzazione prima dell'installazione. Chi lo salta rischia ordine di smantellamento e multa, e in caso di sinistro anche l'assicurazione punta i piedi: un impianto non registrato e non a regola d'arte è un assist per ogni riduzione della prestazione. Della comunicazione si occupa di norma l'impresa elettrica abilitata – comunque obbligatoria, perché l'installazione di una wallbox non è un progetto fai-da-te.
Errore 2: sezione a sensazione invece che calcolata
Una wallbox da 11 kW assorbe 16 A continui su tre fasi – carico continuo per ore, non il consueto servizio intermittente domestico. Sulle lunghe linee verso il garage decide perciò spesso la caduta di tensione, non il riscaldamento: 15 m funzionano con 5×2,5 mm², da circa 25 m ci vuole il 5×4 mm². Cablare troppo sottile significa calore permanente nel cavo, perdite inutili a ogni ricarica – e all'estremo punti bruciacchiati. Chi posa cavo nuovo scelga subito una misura in più; il sovrapprezzo di pochi euro al metro si ammortizza su decenni di perdite di ricarica. Tempo di ricarica, sezione e obbligo di comunicazione in un solo passaggio li calcola il Calcolatore wallbox (tempo di ricarica, cavo, protezione); la portata in dettaglio il Calcolatore Sezione Cavo.
Errore 3: risparmiare sulla protezione
Ogni wallbox richiede il suo circuito dedicato con automatico adatto e protezione differenziale. Il punto critico è la corrente di guasto continua: durante la ricarica possono comparire correnti DC che accecano un normale differenziale di tipo A – che poi non interviene più in modo affidabile nemmeno per altri guasti in casa. Serve quindi o un differenziale di tipo B o – la via consueta – una wallbox con sorveglianza integrata della corrente di guasto DC (6 mA) più un tipo A. Ciò che non va affatto: attaccare la wallbox a una linea prese esistente o caricare stabilmente da una presa domestica – la presa non è semplicemente costruita per 16 A continui.
La checklist rapida prima dell'installazione
- Comunicare/far autorizzare (≤ 12 kVA comunicare, > 12 kVA autorizzare – lo fa l'elettricista)
- Calcolare la linea: sezione secondo lunghezza e caduta di tensione, circuito dedicato
- Chiarire la protezione: differenziale tipo B o box con sorveglianza DC + tipo A, automatico adatto
- Pensare alla gestione dei carichi: con più box o allaccio debole
Chi spunta questi quattro punti ricarica per decenni senza pensieri – con le carte in regola presso gestore di rete e assicurazione.